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LAVANDA   “Da sempre utilizzata per profumare la biancheria, i cassetti e gli armadi, la sua delicata fragranza attira le api producendo un pregiatissimo e ottimo miele”.   La pianta dai mille usi.  Lavanda Angustifolia (foto dal web)   Lavanda Hybrida (foto dal web) Esistono 5 diverse varietà di lavanda: Lavanda Extra (Officinalis Angustifolia), Lavanda Fine (Officinalis Vera o Angustifolia var. Delphinensis), Lavanda a Ciuffo (Lavandula Stoechas), Lavanda Spigo (Lavandula Latifolia o Spica) e Lavandino (Lavandula Hybrida).  La Lavanda Vera , Extra o Selvaggia, in gergo “ Lavandula Officinalis” cresce nei terreni più pietrosi e inospitali, ad un’altezza che va fra i 900 e i 1800 metri. Non teme le temperature torride dell’estate né le temperature rigide invernali. Ogni anno nei mesi di luglio e agosto, quando il vento porta la sua fragranza così intensa da stordire sopra le valli dell’Alta Provenza, arrivano i raccoglitori che, con le loro piccole fal...
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  PATCHOULI “Il suo aroma racchiude la delicatezza e il fascino delle foglie, il vigore dei legni; poche gocce avvolgono l'aura di mistero e sensualità”.   Sensualità o vecchiume? foto dal web   foto dal web Il patchouli o lo si ama o lo si odia! La sua fragranza non lascia indifferenti. Per chi stima il suo profumo, il patchouli evoca fascino, calore e sensualità selvaggia che accende le fantasie e i desideri più intriganti ed erotici; al contrario, invece, chi non sopporta il suo aroma lo associa all'odore di chiuso, di cantine e mobili vecchi che sanno di muffa; d'altronde, gli stimoli olfattivi sono legati all'immaginario, alla memoria, al corso della vita di ognuno di noi; gli odori, i profumi sono legati alla parte più profonda della nostra centrale di comando: il sistema olfattivo, da cui la fragranza giunge direttamente al cuore. In Oriente il patchouli era ed è utilizzato come febbrifugo, antisettico e antiparassitario, oltre che per profumare e protegg...
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 NEROLI   “Emblema della purezza e delicatezza, è da sempre associato alla figura delle spose nel giorno del loro matrimonio e alla nascita dei bambini. Il suo profumo caldo e delicato, mette a riposo cuore e mente”. Era il XVII secolo quando la duchessa Marie Anne de La Trémoille, moglie di Flavio Orsini, principe di Nerola, iniziò a diffondere nel Lazio il neroli. La principessa amava moltissimo quest’essenza, tanto da farne uso per profumare la carta da lettere, gli spilloni per i capelli, impregnarne i suoi guanti e diffonderla nella sua camera da letto oltreché naturalmente nei bagni; con l'acqua aromatizzata era solita persino farsi lavare i vestiti. Quando arrivava a corte il suo impareggiabile profumo la precedeva e la accompagnava, lasciando un aroma floreale senza eguali al suo passaggio. Fu quindi in suo onore che quest'essenza prese il nome di neroli. L’uso di questa fragranza molto delicata, dolce, fiorita si propagò all'interno del suo circolo, le nobildon...